Un virus logora la Sanità Lombarda

Un virus logora la Sanità Lombarda

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Sanitadomani.com – MILANO. Ci potrebbe essere un nuovo virus all’origine dei disservizi che stanno facendo appassire lo splendore della Rosa Camuna.
Il simbolo dell’efficienza sanitaria lombarda ogni giorno, e da troppo tempo, sembra venga annaffiato con diserbanti, incompetenza e improvvisazione. 

Studiando attentamente il fenomeno comportamentale degli attuali governanti di Regione Lombardia ci potrebbe essere una spiegazione scientifica ben precisa. 
Per capire meglio di cosa parliamo bisogna citare ‘La teoria triarchica dell’intelligenza’ elaborata dal più autorevole e brillante studioso dell’intelligenza umana, ovvero il Prof. Robert Stemberg.

LA LORO SUPER-INTELLLIGENZA
COSTA 11/13 MILA EURO MESE

La triarchia dell’intelligenza secondo Stemberg, ampiamente documentata da studi appronfoditi, viene così ben spiegata e sintetizzata in un testo di Antonella Depietro:

  1. il pensiero critico-analitico, che permette di analizzare, giudicare, valutare, stabilire dei confronti e dei contrasti ed esaminare;
  2. il pensiero creativo-sintetico, che si realizza nella capacità di creare, scoprire, produrre, immaginare e supporre;
  3. il pensiero pratico-contestuale, che permette di pianificare e attuare piani e progetti.

Si parla di doti intellettive di cui sono certamente dotati i nostri amministratori regionali pagati con stipendi da 11.500 mila euro in poi (ovvero assessori regionali, sottosegretari, presidenti di commissione, consiglieri regionali, direttori generali e consulenti).

LE CAUSE DEI DISSERVIZI
SONO A TUTTI NOTE, MA…
 
Perchè allora il tanto amato sistema sanitario regionale ‘eccellenza lombarda esempio nel mondo’ continua a fare acqua da tutte le parti? 
Vediamo cosa accade praticamente.

Unendo l’energia delle diverse proprietà intellettive dei componenti della Giunta Regionale vengono analizzati i problemi. Poi se ne immaginano la soluzione, quindi se ne dispongono i piani e i progetti.
Visto che parliamo di sanità, le competenze sono esclusivamente dell’Assessore Regionale al Welfare Letizia Moratti che gestisce un budget di circa 18miliardi di euro annui.
Parliano di oltre il 70% del totale del bilancio dell’intera Regione.

L’Assessore Moratti a sua volta, avvalendosi del suo staff di cervelli, rielabora le soluzioni individuate in giunta regionale e le comunica ai Direttori generali interni a Regione Lombardia, che a loro volta li trasmettono ai Direttori Generali delle varie ATS ed ASST del territorio.

GLI ORDINI DEI GENERALI
SULLE SPALLE DEI CAPORALI

Ecco dunque che i direttori generali delle strutture sanitarie regionali prendono in esame le nuove disposizioni regionali, e dopo averne discusso con lo staff di direzione, impartiscono il da farsi ai direttori di dipartimento e ai responsabili dei vari comparti sanitari. 
Questi ultimi allora chiamano all’appello i loro collaboratori e gli chiedono di attuare queste nuove disposizioni disposte dai cervelli dei piani alti della Regione.
I Primari dei vari reparti ospedalieri a loro volta agiscono chiamando a raccolta i loro medici e le caposala indicando loro cosa c’è da fare di nuovo. (Ovviamente il passaggio di mano delle disposizioni partite dall’ALTO sono colorite di espressioni talvolta irripetibili, ma più delle volte sono corredate di mimica esplicita che si limita nel mettersi le mani ai capelli, nel sottile sarcasmo, nel fare spallucce, nel guardare in cielo come dire… loro non sempre sanno quello che dicono!)

E tutto questo rituale si perpetua col sottofondo sonoro dei campanelli dei letti dei pazienti spazientiti per mancanza di un’adeguata assistenza e proprio per la carenza di personale sanitario.
Nei corridoi dei reparti echeggia alto il rumore del brontolio delle persone abbandonate in sala d’attesa senza risposte e indicazioni precise.
I centralinisti invece sono meno in vista e attivano la solita musica: ‘Gli operatori sono momentaneamente occupati si prega di…”.

LA CATENA DI COMANDO
HA TROPPA RUGGINE…

Dopo la riunione dello staff operativo delle strutture sanitarie, i medici se ne ritornano, mogi mogi, nei loro reparti dove il caos è in agguato e i turni di guardia si sovrappongono.
Gli (eroici) infermieri mormorano tra di loro ricordando le ore di straordinario fatte e non pagate, le giornate di riposo saltate e le ferie che ancora devono fare. 

E tutto questo avviene mentre i famigliari di un paziente con voce arrogante tuona “Scusi infermiera, ma con chi devo parlare per…”.  
Ecco che gli ospedali, i centri covid e le strutture sanitarie in genere si trasformano in una sorta di Babilonia.

LA NOSTRA SANITA’
E’ UN’ECCELLENZA!

Pazienti e loro famigliari che vagano negli ospedali alla ricerca di informazioni: scusi sa dirmi dove si trova il padigione C, piano 3, sala b, stanza 7, ambulatorio di … dove finalmente arrivati vi incontrano quell’infermiera che ha appena ricevuto le nuove direttive impartite dai politici della Regione.
Quell’infermiera solitamente è stanca, delusa, malpagata, ogni giorno rischia il covid, gli insulti dei degenti, non prende le ferie e i riposi e quindi sbotta col malcapitato: ‘Ma oggi è chiuso l’ambulatorio. A lei chi l’ha detto di venire qui? Deve andare…”. 

Mentre la malattia del malumore, del disappunto, della stanchezza si propaga tra tutto il personale sanitario di ASST e ATS dal Palazzo di Regione Lombardia, trionfalmente, parte il comunicato stampa, con interviste e foto del Presidente, dell’Assessore e dello staff che si mettono in mostra su Tv e giornali:  Regione Lombardia ha ‘Attivato il nuovo super-servizio che si prende cura dei cittadini’.

E i cittadini (ma non i comunisti e i cinquestelline che straparlavano anche quando tutto andava bene) ,proprio gli elettori del centrodestra, protestano.
Il popolo della Lega, di Forza Italia, di Fratelli d’Italia, con garbo, ma ancora per poco, si lamenta civilmente.

E’ gente per bene, imbarazzata ed incredula davanti a questa politica che produce confusione e disorganizzazione. 
Ma per consolarsi del voto donato a questa gente che ha perso il contatto con la realtà delle cose reali, non resta loro che confrontare la sanità lombarda con quella Calabrese, Campana… che se continua così arriveranno ad invidiare!

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