Fontana in prima linea contro il Covid

Fontana in prima linea contro il Covid

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Sanitadomani.com – Milano. Il virus della disgregazione tra l’apparato politico e quello degli operatori socio-sanitari sembra sia in fase regressiva. Il pasticcio degli ordini e contrordini che ha colpito l’apparato sanitario di Regione Lombardia, sembra avviarsi verso un ridimensionamento.
Certo, è ancora troppo presto per cantare vittoria, ma da Palazzo del Governo regionale cominciano a partire i primi chiari segnali di concretezza.
Per qualche mese la macchina della sanità lombarda si è quasi fermata e ha rischiato di collassare proprio a causa della mancanza di un coordinamento lineare ed efficiente.
Questo aspetto, in primis, ha provocato una serie di inquietanti malumori tra il personale sanitario.

IL PERSONALE SANITARIO
E’ STANCO E DEMOTIVATO

A subire il disordine dei vertici della ‘Sanità del Palazzo’  sono proprio quei Medici e infermieri che sono in prima linea da oltre un anno per fronteggiare l’emergenza pandemica. 
Dal Palazzo di Regione Lombardia, in particolare dall’Assessorato al sanità, nobilmente ribattezzato Welfare, in pratica non sono arrivate le indicazioni e gli aiuti che il personale ospedaliero attendeva.
Con l’arrivo in Regione Lombardia del nuovo assessore Letizia Moratti si è infatti creato un inevitabile ulteriore grave rallentamento dei processi decisionali. 

IL MALUMORE SERPEGGIA
IN TUTTI GLI OSPEDALI

I soldati della sanità che ancora oggi sono in prima linea contro il Covid hanno avvertito il vuoto istituzionale sulla loro pelle.
Così come del resto i cittadini lombardi.
Il caos dell’organizzazione del sistema vaccinale, la mancanza di un coordinamento competente ed efficiente, i presunti errori scaricati sul sistema informatico di Regione Lombardia (come se questo non fosse esso stesso figlio della stessa madre politico-gestionale), la protesta dei medici di medicina generale, dei farmacisti rimasti in attesa di avere notizie e tante, tante altre disfunzioni conducono direttamente all’ufficio del nuovo assessore responsabile del Welfare regionale. 

MA L’ASSESSORE MORATTI
 E’ O NO AL POSTO GIUSTO?

Nel momento più difficile del nostro Paese e, nello specifico dei cittadini lombardi, è arrivato la nuova assessore alla Sanità Letizia Moratti, che in materia sembra non abbia alcuna specifica esperienza.
Come se non bastasse questo, l’assessore Letizia Moratti ha contribuito a generare un altro momento di discontinuità sostituendo i dirigenti regionali fondamentali per garantire il funzionamento degli ingranaggi della macchina della sanità.
In pratica un assessore, già poco competente della materia, che addirittura si affretta a sostituire, tra gli altri, addirittura il direttore generale del Welfare Lombardo.
Una volta azzerati i vertici di comando della sanità, i disagi si sono susseguiti l’un l’altro pesando solo sulle spalle del personale sanitario, già provato e stanco, e sui cittadini spaventati e da tempo in attesa di rivedere l’eccellenza della sanità lombarda.

LA SANITA’ LOMBARDA DELEGATA
A PRESIDENTE E  VOLONTARIATO?

Dall’assessorato al Welfare, comunque, non sembra arrivino soluzioni chiare ed efficaci.
Per fortuna, però, è l’orgoglio lombardo che riemerge con forza grazie all’impegno straordinario di medici ed infermieri, degli OSS e delle tantissime altre figure sanitarie legate soprattutto al volontariato.
Al posto della Moratti è dovuto scendere in campo il Presidente dei Regione Lombardia Attilio Fontana che non ha perso l’occasione per metterci tutta la propria energia. Oggi è andando persino a verificare di persona il funzionamento dei centri vaccinali.

 

NESSUNA SOLUZIONE O RISPOSTA
SUL PROBLEMA DEI ‘VACCINATORI’

Da parte dell’assessore Moratti, ad esempio, stona l’assordante silenzio a proposito del serio problema sollevato dal Presidente dell’Ordine dei Medici e Odontoiatri della Provincia di Milano.
Il Dottor Caro Roberto Rossi ha chiesto, come sua consuetudine senza possibilità di equivoci, che la Regione riconosca pari dignità a tutti i medici  impegnati nella campagna vaccinale.
Il presidente Carlo Rossi in una lettera inviata al neo Assessore Moratti “…stigmatizza nuovamente l’assurda discriminazione tra Medici che frequentano il Corso di Formazione in Medicina Generale e Specializzandi nelle altre discipline mediche, fatta di borse dimezzate e incompatibilità ingiustificate”.
Silenzio! la Moratti tace. Forse anche in questa circostanza è alla ricerca di un responsabile a cui attribuire anche questa grave ‘disattenzione’?
 

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