Trapianto da animale, il primo con successo a New York

Trapianto da animale, il primo con successo a New York

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Sanitadomani.com – MONDO: Un evento straordinario nel campo dei trapianti: negli Stati Uniti il primo trapianto di organi da animale a uomo ha avuto successo. L’intervento è stato eseguito su una donna dichiarata cerebralmente morta; è comunque il primo caso di xenotrapianto, ovvero il trapianto di organo da animale a essere umano.
E’ un evento che apre scenari fondamentali, perché potrebbe essere la strategia per risolvere la carenza di donatori e l’infinita e drammatica attesa di chi attende un organo per avere una nuova vita.

Il successo del primo trapianto da animale

L’operazione chirurgica d’avanguardia è avvenuta alla New York University Langone Health; qui medici e ricercatori sono riusciti a impiantare un rene di maiale all’organismo di un essere umano, riuscendo a collegarlo e facendolo addirittura funzionare.
E’ il primo caso al mondo di successo di xenotrapianto, ovvero tecniche chirurgiche che impiegano organi prelevati da animali per salvare vite umane. Un percorso complicato, non solo dal unto di vista tecnico, ma che coinvolge anche questioni etiche da definire.
E’ vero che gli xenotrapianti rappresentano un’opportunità di avere organi a disposizione in quantità diversa da quella di oggi. Ma si tratta comunque del prelievo da altri esseri viventi; è un rapporto da normare e regolare, oltre a dover affrontare la questione psicologica di convivere con un organo non umano.

La storia dello xenotrapianto

Nel 1984 Leonard Bailey, chirurgo del Loma Linda University Medical Center in California, riuscì a effettuare un trapianto di cuore di babbuino in una bambina di 12 giorni, che era nata con una grave patologia cardiaca.
Nonostante l’intervento fosse stato tecnicamente perfetto, la neonata sopravvisse solo 21 giorni; il suo gruppo sanguigno era incompatibile con quello dell’animale. Infatti una delle problematiche è trovare la compatibilità tra gli organi dell’animale donatore e l’organismo umano. Il rischio rigetto è sempre stato, almeno finora, insormontabile.
L’intuizione di Bailey comunque era stata sufficiente per compiere un passo importante l’anno successivo: il primo trapianto di cuore fra esseri umani in un bambino.

La compatibilità con i maiale

Da tempo i maiali sono al centro della ricerca sugli xenotrapianti. In effetti un loro impiego nella medicina già esiste, per esempio con loro valvole cardiache negli interventi cardiochirurgici. Ma anche grazie all’eparina – un fluidificante del sangue che deriva dall’intestino di maiale – o agli innesti di pelle per le ustioni.
Nelle cellule di questo animale però c’è uno zucchero estraneo al corpo umano, ed è proprio questo a essere responsabile del rigetto immediato degli organi. Per questo i ricercatori hanno allevato un maiale, che è stato geneticamente modificato quando ancora era solo un embrione. Un gene è stato modificato proprio per eliminare lo zucchero in questione; sembra sia stato questo a evitare il rigetto.

Come è avvenuto l’intervento

Come già detto, la paziente era una donna per cui era stata dichiarata la morte cerebrale. Aveva 66 anni ed era una donatrice di organi, ed era stata anche volontaria in aiuto di pazienti in dialisi. Così la famiglia ha acconsentito all’operazione.
I chirurghi hanno attaccato il rene prelevato dal maiale a due grandi vasi sanguigni esterni al corpo, accanto alla gamba. A questo punto, il flusso del sangue avrebbe dovuto irrorare il rene, gonfiandolo. Questo era il momento più delicato: se l’organo fosse diventato blu, significava che il sistema immunitario lo stava rigettando.
Invece è diventato da bianco a rosso vivo, e il corpo della donna ha prodotto urina. Ha dimostrazione che l’operazione aveva funzionato. L’osservazione è durata 54 ore, e il sistema immunitario non sembrava opporsi affatto al rene “estraneo”.

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