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L’osteoporosi è una condizione patologica delle ossa che colpisce soprattutto le donne; per questo è considerato un  problema di salute di genere. Consiste nel deterioramento del tessuto osseo, cosa che provoca fragilità e rischio di   fratture più frequenti.

Per sensibilizzare su questa condizione, e suggerire percorsi di prevenzione e diagnosi, il 20 ottobre è stata istituita la Giornata Mondiale dell’Osteoporosi. Anche l’ospedale San Gerardo sostiene l’iniziativa, con un incontro via web dal titolo “Osteoporosi ridotta all’osso”

Webinair dedicato all’osteoporosi

L’incontro virtuale organizzato dalla struttura monzese è aperto a tutti. Relatrice sarà la dottoressa Valeria Campanella, reumatologa ed esperta di osteoporosi. L’evento è in collaborazione con Fondazione Onda, Osservatorio nazionale sulla salute della Donna e di Genere.

L’incontro si svolgerà a partire dalle ore 14.30. E’ possibile iscriversi al link sul sito alle iniziative Open Day per la salute delle ossa, dal 19 ottobre.

Cos’è l’osteoporosi

Le ossa sono composte da calcio, che dà durezza, e collagene, che do flessibilità. Con gli anni, i due elementi tendono a perdere la capacità di rigenerarsi, e le nuove cellule sono meno attive. E’ a questa punto che può sopraggiungere l’osteoporosi; questa patologia si caratterizza per la progressiva riduzione della componente minerale – ovvero la massa ossea – e di conseguenza l’indebolimento di tutta  la struttura ossea. Ne consegue un indebolimento generale del sistema scheletrico, con il rischio di frattura anche per un lieve urto, o magari semplicemente sollevando un peso o facendo un movimento di torsione.

E’ una delle malattie definite silenziose, perché non ci sono sintomi che indichino il progredire della condizione.  Si scopre solo tramite esami diagnostici preventivi, oppure in seguito a una frattura. Le ossa più colpite generalmente sono femore, avambraccio e bacino.

I numeri

In Italia, il 23 per cento delle donne oltre i 40 anni soffre di osteoporosi, ovvero in età più precoce rispetto agli uomini. Tra questi ultimi, dopo i 60 anni solo il 14 per cento ne è colpito. Per tradurre le percentuali in numeri assoluti, sono circa 5 milioni gli italiani che soffrono di questa patologia. Per l’80 per cento, si tratta di donne che hanno già raggiunto la menopausa

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