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Sanitadomani.com – MILANO: La ricostruzione plastica del seno come parte integrante del processo di guarigione dopo un intervento per un tumore. E’ questo il senso della  Giornata Internazionale per la Consapevolezza sulla Ricostruzione del seno, cui ha aderito anche l’ Istituto Europeo di Oncologia.

Il messaggio è chiaro:  risolvere la questione estetica contribuisce anche a trovare la migliore terapia anticancro.

I dispositivi per la ricostruzione plastica del seno

Affrontare un tumore al seno, soprattutto quando comporta la rimozione della mammella,  un evento che può essere vissuto come traumatico nella vita di una donna. Per questo  necessario che ogni paziente sia supportata al meglo, e venga messa a conoscenza di ogni mezzo a sua disposzione. Non tutte le donne conoscono i nuovi materiali oggi a disposizione. Anzi, alcune talvolta temono che la ricostruzione possa essere di ostacolo al proseguimento della cura

Queste paure vanno combattute con l’informazione corretta – dice Mario Rietjens, Direttore della Chirurgia Plastica Ricostruttiva IEO – La ricostruzione è parte integrante del trattamento oncologico, tant’è vero che è riconosciuta come diritto di ogni paziente dal Sistema Sanitario Nazionale. Anzi, una buona ricostruzione contribuisce a migliorare i risultati delle terapie per riacquisire la propria immagine corporea; è fondamentale per aderire alle cure, affrontarle con fiducia e ritornare velocemente alla propria vita “prima del cancro””.

Molte pazienti, inoltre, hanno diverse paure; legate ai vaccini, per esempio, o alle terapie, alla possibile interferenza con la radioterapia. “Anche in questo caso il messaggio è di piena rassicurazione sottolinea Viviana Galimberti, Direttore della Chirurgia Senologica IEO -; la radioterapia non è una controindicazione per la ricostruzione perché abbiamo messo a punto tecniche avanzate che permettono di irradiare la mammella senza creare complicanze”.

L’eccellenza dello IEO

Proprio all’istituto milanese, infatti, c’è uno dei tassi più bassi in tutto il mondo legati alle complicanze della ricostruzione in fase di radioterapia. “Siamo a circa un terzo rispetto ai picchi massimi pubblicati in letteratura – spiega Maria Cristina Leonardi, Divisione di Radioterapia IEO -. Abbiamo realizzato diversi studi per inserire la radioterapia nel percorso di cura post-chirurgico; in particolare rispetto alla chemioterapia e alla ricostruzione”.

Questo è possibile grazie alla IMRT, la radioterapia a intensità modulata tecnica che lo IEO a utilizzare fra i primi al mondo.  “Permette di ottenere una ottimale distribuzione di dose in modo da seguire la conformazione concava della mammella – continua la dottoressa Leonardi -. In questo modo evitiamo di erogare dosi eccessive nei punti in cui non è necessario; così, diminuendo il sovradosaggio, diminuiamo la tossicità. Grazie alla IMRT abbiamo messo a punto la tecnica “half-moon“; questa permette di irradiare con ancor maggiore precisione la mammella ricostruita, risparmiando il più possibile la protesi, al fine di ottenere il miglior risultato estetico. La nuova tecnica ottiene i massimi risultati nel caso della ricostruzione pre-pettorale; una metodica in forte espansione e sempre più spesso proposta alle nostre pazienti.”

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