Malattie cardiovascolari: le donne sono più a rischio

Malattie cardiovascolari: le donne sono più a rischio

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Sanitadomani.com – MONZA:  Ancora troppe donne penano che e malattie cardiovascolari siano un rischio principalmente del genere maschile. E’ l’allarme che lancia il Centro Cardiologico Monzino, e non per la prima volta.

“Solo il 22% delle italiane è consapevole che le malattie cardiovascolari sono il killer numero uno della donna – dice Daniela Trabattoni, Responsabile di Monzino Women, in occasione della Festa dell’8 marzo. – E possono essere evitate quasi al 100% con la prevenzione”.

Il Monzino Women è la struttura dedicata a prevenzione, ricerca e cura delle malattie cardiovascolari femminili del Centro Cardiologico Monzino. 

La prevenzione di genere per le malattie vascolari

Oltre alla prevenzione in termini di esami e visite, serve anche una formazione gender-based dei medici.

Fino a pochi anni a, la medicina credeva che gli ormoni femminili proteggessero il cuore; di conseguenza, l’infarto era visto come un pericolo per gli uomini. In realtà i dati dicono il contrario: le malattie cardiovascolari causano oltre il 43% delle morti femminili contro il 33% di quelle maschili. Così è arrivata la “prevenzione di genere”, conquista recente in ambito cardiovascolare in Europa, che può aiutare a prevenire alcune situazioni drammatiche. E nel 2017, è nato il Monzino Women.

“Nei primi tre anni di attività di Monzino Women – continua Trabattoni – abbiamo seguito 585 donne; senza sintomi evidenti né precedenti eventi cardiovascolari e con un’età media di 52 anni. Nel 25% dei casi lo screening ha rilevato un profilo di rischio medio alto, tale da rendere necessaria una correzione di stili di vita o una terapia ad esempio per abbassare il colesterolo, normalizzare la pressione o ridurre l’omocisteina, una proteina che indica lo sviluppo di malattia aterosclerotica”.

Gli esami di screening delle malattie cardiovascolari

Gli esami di screening sono molto semplici e non invasivi, come l’elettrocardiogramma e il prelievo di sangue. “Ora però il Covid-19 rischia di farci fare un passo indietro – spiega l responsabile del Monzino Women -; nel corso dell’anno la paura del contagio ha tenuto comunque le donne lontano dagli ospedali e dagli studi medici. Dobbiamo ottenere subito un’inversione di tendenza di questo trend.”

Secondo un report dell’American Heart Association, pubblicato sulla rivista Circulation, la consapevolezza delle donne americane rispetto al rischio cardiovascolare è diminuita drasticamente  negli ultimi 10 anni. La cause risiedono nella tendenza, soprattutto nelle più giovani, a trascurare uno stile di vita salutare per il cuore; lo stress e l’accumulo di troppi impegni sono fra i più diffusi. A questi si aggiunge la limitata sensibilizzazione sul tema da parte dei loro medici.

“Queste barriere al prendersi cura del proprio cuore e della propria salute potenziano di per sé i fattori di rischio – conclude Trabattoni –. Per questo dobbiamo insistere su due pilastri: l’informazione corretta della popolazione femminile e la formazione gender-based dei medici. Nella battaglia contro le malattie cardiovascolari femminili abbiamo grandi chances di successo perché le donne sono sensibili, forti e determinate. Ci seguiranno se sapremo rifocalizzare la loro attenzione e guadagnare la loro fiducia “.

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