Donazione di ovociti, a Niguarda prima volontaria della Lombardia

Donazione di ovociti, a Niguarda prima volontaria della Lombardia

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Sanitadomani.com – MILANO: Una volontaria effettua la prima donazione di ovociti della Lombardia; un gesto generoso che andrà a beneficio di 4 coppie in attesa di fecondazione assistita eterologa.

La donazione di gameti maschili e femminili in Italia è totalmente volontaria, e senza alcun tipo di compenso. Per questo il gesto ha un valore di solidarietà ancora più forte. Soprattutto per una donna, il cui iter è più complesso rispetto a quello maschile.

Come fare una donazione di ovociti

Se un uomo vuole essere donatore di gameti, la procedura prevede esami del sangue e del liquido seminale; il tutto avviene lo stesso giorno rispetto alla donazione. Per la donna invece la procedura è molto più complessa; è necessaria una stimolazione ormonale e un monitoraggio ecografico, al fine di individuare il momento migliore per il prelievo. Per questa procedura, serve un ago trans-vaginale, che richiede una anestesia locale o generale.

“Siamo molto contenti di questo risultato- spiega Maurizio Bini, Responsabile del Centro di Diagnosi e Terapia della Sterilità di Niguarda-. In Italia non è facile trovare donatrici femminili, infatti nel nostro Paese la donazione è totalmente volontaria e non remunerata e il percorso si compone di molti controlli e step intermedi. Non va dimenticata, inoltre, la procedura di prelievo molto più complicata rispetto alla donazione maschile”.

I controlli clinici

La donna infatti, prima di effettuare la donazione di ovociti volontaria, ha sostenuto una serie di controlli di tipo clinico e genetico; a questo si affianca un percorso di valutazione psicologica, necessario per sondare le motivazioni alla base della decisioni e la reale comprensione del gesto.

“Dopo aver completato questa prima fase- continua Bini-, la donna è stata a tutti gli effetti “arruolata”. Quindi sottoposta ad una stimolazione ormonale, che porta alla produzione degli ovuli che infine vengono, a completa maturazione, prelevati con un ago per via trans-vaginale. E’ importante, in tutto questo percorso, della durata di settimane, ridurre al minimo il disagio per la donatrice e il nostro staff ha lavorato costantemente per venirle incontro con la massima disponibilità. La procedura è equiparabile a una donazione da vivente di organi o tessuti con la complicazione aggiuntiva che in questo caso le cellule da donare devono essere prodotte con una terapia preparatoria complessa”.

Cos’è la fecondazione eterologa

La fecondazione eterologa è una tecnica di procreazione medicalmente assistita. Mentre per la fecondazione cosiddetta omologa, i medici utilizzano gameti della coppia (spermatozoi e ovociti), la fecondazione eterologa richiede l’utilizzo di gameti donati da individui esterni.

In Italia possono accedere alle tecniche di fecondazione eterologa con il Sistema Sanitario Nazionale coppie maggiorenni, di sesso diverso, coniugate o conviventi, in età potenzialmente fertile, entrambi viventi con un’accertata e certificata patologia che sia causa irreversibile di sterilità o infertilità per uno o per entrambi i partner.

Niguarda è uno dei centri presso cui è possibile intraprendere un percorso per la fecondazione eterologa, ed è inoltre sede della banca dedicata alla conservazione dei gameti depositati dai donatori a cui accedono anche gli altri Enti accreditati per questo tipo di procedure.
Ogni anno sono circa 500 le procedure di fecondazione omologa che la struttura milanese segue; a questi si aggiungono un centinaio di casi per quella eterologa.

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