Vaccino antitumorale; lo IEO con l’Officina molecolare di Torino

Vaccino antitumorale; lo IEO con l’Officina molecolare di Torino

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sanitadomani.com – MILANO: La ricerca medica contro il cancro continua la sua battaglia cercando un “vaccino” antitumorale per i linfomi in stato iniziale. L’ipotesi è quello di renderlo disponibile a partire dalla fine dell’anno in corso.

Un obiettivo possibile grazie alla collaborazione tra l’Istituto Europeo di oncologia e il Centro di biotecnologie molecolari dell’Università di Torino; le due realtà hanno siglato un accordo per sviluppare ricerche e utilizzare laboratori in sinergia.

La messa a punto del vaccino antitumorale

Il primo traguardo di questa collaborazione è la realizzazione del vaccino antitumorale per le forme di linfomi iniziali. Il programma è stato firmato recentemente, e permette allo IEO di utilizzare la Cell Factory, ovvero l’officina cellulare del centro torinese. E’ in questo laboratorio che viene messa a punto la complessa preparazione di cellule, da utilizzare poi in programmi di Terapia Cellulare condotti dai medici della struttura milanese.

Per la preparazione e sperimentazione della nuova terapia tumorale, i ricercatori impiegheranno impiegheranno cellule immunitarie del paziente stesso, adeguatamente predisposte e attivate proprio nell’Officina Cellulare di Torino. Poi inietteranno nuovamente le cellule nei pazienti seguiti presso lo IEO a Milano.

Lo studio è già in fase di valutazione dell’Istituto Superiore di Sanità, ed è un primo passo propedeutico per lo sviluppo di terapie cellulari di tipo CAR-T per neoplasie ad alto rischio, sia ematologiche che solide.

Come funzionano i vaccini antitumorali

Ormai da diversi anni, anche l’oncologia ha cominciato a inserire nelle terapie l’uso del vaccino antitumorale, pensati anche in termini di prevenzione.

“Il principio d’azione è simile a quello delle vaccinazioni per malattie infettive – spiega Corrado Tarella, Direttore del Programma Ematologia IEO -; lo scopo è di indurre il sistema immunitario ad attivarsi contro un’infezione. Nel nostro caso l’infezione è il tumore. Si sa da tempo che il problema dell’inerzia del nostro sistema immunitario contro il cancro è dovuto al fatto che, per vari motivi, le cellule cancerose non vengono più riconosciute come estranee e dunque pericolose. Per questo si è pensato di renderle più visibili dal sistema immunitario”.

“In IEO   continua – preleviamo le cellule del tumore del paziente insieme a speciali cellule immunitarie, le cellule dendritiche. Nella Cell factory a Torino i due tipi di cellule vengono “cimentati” l’uno all’ altro; purifichiamo le cellule dendritiche attivate, per poi re-infonferle nel paziente in IEO. Questo avviene con una semplice iniezione sottocute e successivi 3 richiami. Le cellule dendritiche una volta in circolazione mandano un segnale di attivazione ai linfociti T e B che vengono così attivati e stimolati a distruggere le cellule tumorali.”

I vantaggi per il paziente sono significativi; sfruttare al massimo le sue difese immunitarie per bloccare la crescita tumorale, con un approccio che non comporta particolari tossicità. Il linfoma follicolare è il primo passo, ma l’obiettivo è estendere la sperimentazione del vaccino ad altre forme di emopatie ad andamento clinico non aggressivo. Per il futuro, la linea è di studiare i tumori non-ematologici.

La collaborazione fra IEO e università di Torino

La neonata collaborazione è una tappa importante per la creazione di poli di ricerca d’eccellenza, soprattutto in un settore emergente, che richiede quindi la condivisione di competenze nuove e differenziate.

Le due realtà uniranno l’esperienza del personale dello IEO con le apparecchiature del laboratorio dell’Officina Cellulare dell’ateneo; l’obiettivo comune è la la messa a punto di nuove terapie cellulari, trattamenti sperimentali e innovativi che utilizzano geni, tessuti o cellule per sfruttare le capacità del nostro organismo di combattere la malattia.

“Le terapie cellulari rappresentano una frontiera promettente in oncologia e un ambito prioritario per IEO. Richiedono tuttavia non solo capacità di ricerca, ma anche strutture dedicate con personale altamente specializzato. Per questo- spiega Roberto Orecchia, Direttore Scientifico IEO –  abbiamo pensato di metterci in rete con laboratori già esistenti e con una solida esperienza. MBC è risultato il partner ideale perché dispone di una Cell Factory tecnologicamente all’ avanguardia; nel 2017 ha ricevuto l’autorizzazione dell’AIFA. Inoltre è circondata da un contesto di ricerca ai massimi standard internazionali. Tutto è pronto per dare il via alla sperimentazione clinica del vaccino contro il linfoma follicolare. Entro fine anno tratteremo i primi pazienti”.

 

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