Tumori alla tiroide: lo IEO sfrutta la termoablazione

Tumori alla tiroide: lo IEO sfrutta la termoablazione

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sanitadomani.com – MILANO: Intervenire sui tumori alla tiroide con operazioni mini invasive e preservando l’organo; un duplice obiettivo possibile grazie alla termoablazione eco guidata. La conferma è di uno studio dello IEO e dell’Università Statale di Milano, recentemente pubblicato sulla rivista Frontiers in Endocrinology.

Quando è possibile applicarlo, il trattamento con termoablazione, con laser o radiofrequenza, permette l’eliminazione del tumore papillare preservando la tiroide.

Come funziona la termo ablazione per i tumori della tiroide

La termo ablazione è una tecnica mini invasiva che si effettua in anestesia locale, riducendo così i rischi di quella generale e permettendo un più rapido recupero del paziente. Un ago di dimensioni minime raggiunge il tumore, sotto la guida ecografica, e lo distrugge tramite energia termica. Il tessuto sano circostante resta quasi illeso dall’intervento.

Il procedimenti esiste già da qualche tempo ed è applicato a diversi tipi di tumore (fegato, rene, polmone.)  In tempi più recenti la tecnologia ha messo a disposizione dispositivi adatti alle operazioni al collo. Lo IEO dal 2018  è stato tra i primi centri a livello europeo a proporre ai pazienti con tumore papillare questa tecnica come alternativa terapeutica.

Questa patologia è la più comune fra i tumori della tiroide; generalmente si prospetta un intervento di tiroidectomia; a questo può associarsi uno svuotamento dei linfonodi del collo, quando il tumore si sia diffuso anche al di fuori della tiroide.

Quando è  di dimensioni inferiori a 1 centimetro e confinato alla tiroide è definito  “microcarcinoma” papillare, ha una bassa aggressività e spesso un’evoluzione lenta. Talvolta si propone un monitoraggio costante per evitare un intervento chirurgico invasivo.

Lo studio sul tumore papillare

Lo studio è stato condotto da Giovanni Mauri, ricercatore presso l’Università degli Studi di Milano, afferente alla Divisione di Radiologia Interventistica dello IEO. Il lavoro ha visto la collaborazione della Divisione di Otorinolaringoiatria e Chirurgia Cervico Facciale, della Divisione di Psiconcologia e dell’Unità di Radiologia Clinico Diagnostica.

L’analisi si è concentrata sui data della prima esperienza europea sul trattamento dei microcarcinomi della tiroide. “Nei pazienti trattati con termoablazione – spiega Mauri – abbiamo ottenuto la distruzione radicale del tumore, senza che si verificassero complicanze. I pazienti sono potuti tornare alle proprie attività quotidiane, già dal giorno successivo. Il trattamento, che viene effettuato in regime di day surgery e in anestesia locale, è di estrema precisione; inoltre consente di mantenere del tutto integra la funzione della tiroide. Nessun paziente ha dovuto iniziare una terapia ormonale sostitutiva”.

 “Allo IEO, già da 20 anni effettuiamo un intervento chirurgico di emi-tiroidectomia in tutti i casi in cui questo approccio è fattibile, applicando la nostra filosofia della massima conservazione possibile.“ aggiunge Gioacchino Giugliano, responsabile dell’Unità Neoplasie Tiroidee di IEO – La possibilità di trattare in maniera ancora meno invasiva il microcarcinoma papillare della tiroide, evitando l’invasività di un intervento chirurgico e con il risparmio della funzione tiroidea, si aggiunge all’armamentario delle possibili opzioni di trattamento per i pazienti dello IEO, integrandosi perfettamente nella gestione sempre più multidisciplinare e personalizzata al singolo paziente”

IEO è stato il pioniere della Radiologia Interventistica Oncologica in Italia, creando nel 2015 la prima Divisione clinica, dedicata alla disciplina che oggi è considerata il quarto pilastro della lotta al cancro, insieme a chirurgia oncologia, oncologia medica e radioterapia. La Divisione, guidata da Franco Orsi, è leader in Italia per volume di interventi, livello delle tecnologie disponibili e attività di ricerca.

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