Tumore alla vescica, verso una cura più mirata

Tumore alla vescica, verso una cura più mirata

Sanitadomani.com – MILANO: Identificato il meccanismo di azione di un farmaco contro il tumore alla vescica, per offrire cure più mirate e limitare i rischi di recidiva. Un grande passo avanti nella lotto contro il tumore, grazie a uno studio Humanitas e Humanitas University; la rivista americana Science Translational Medicine ha pubblicati i risultati ottenuti, molto importanti per l’avanzamento delle cure.

Gli studi si sono concentrati sulla mitomicina C, un farmaco chemioterapico utile contro il tumore alla vescica. Nonostante sia usato da oltre mezzo secolo, il medicinale funziona solo nel 40% dei casi trattati. Di conseguenza oltre la metà degli uomini con questo carcinoma ha una recidiva. Gli sforzi della ricerca sono stati concentrati sul comprendere i motivi di questa differente risposta.

I PASSI AVANTI CONTRO IL TUMORE ALLA VESCICA

La nuova scoperta ha individuato un meccanismo finora sconosciuto: la mitomicina C funziona anche da attivatore del sistema immunitario. Risvegliando la risposta contro il tumore, attiva un segnale che spinge le cellule del sistema immunitario a “mangiare” la cellula tumorale.

«È un meccanismo di azione della mitomicina mai descritto prima – dice la professoressa Maria Rescigno, ordinario di Patologia Generale di Humanitas University e pro rettore vicario con delega alla ricerca –. In altre parole, se la cellula tumorale esprime una determinata proteina della catena respiratoria, che funge da marcatore, questa andrà incontro a morte immunogenica. I pazienti che rispondono meglio alla mitomicina sono quelli in cui è stato riscontrato questo marcatore». 

Lo studio è partito da un approccio retrospettivo, ovvero raccogliendo i ‘casi’ che presentano caratteristiche di un certo interesse, e poi procedere con una anamnesi; un procedimento che ha avuto la collaborazione dell’Unità operativa di Urologia, diretta dal dottor Paolo Casale. Quindi il gruppo è passato a uno studio prospettico che ha coinvolto 52 pazientii; i ricercatori hanno verificato che i pazienti senza marcatore non rispondevano alla mitomicina.

In questo modo, i medici potrebbero arrivare a essere in grado di prevede la risposta del singolo paziente alla cura, e quindi monitorare i pazienti a rischio recidiva e scegliere terapie diverse. La medicina si dirige così, ancora una volta, verso cure sempre più mirate e personalizzate.

PROSPETTIVE FUTURO PER LA CURA DEL CANCRO ALLA VESCICA

Ogni anno in Italia, le nuove diagnosi di tumore alla vescica sono oltre 26mila, il 75% delle quali non muscolo-infiltrante, ovvero che non ha interessato tutto spessore della parete vescicale. Un tumore con elevata incidenza nei Paesi occidentali con dati che, in alcune aree, sono in aumento.

«Vogliamo andare avanti, studiando se sia vantaggioso somministrare il farmaco già prima di asportare il tumore – continua il dottor Rodolfo Hurle, urologo di Humanitas –. Oggi nella pratica si opera, poi si fa un lavaggio vescicale con la mitomicina che agisce sulle cellule che potrebbero essere sfuggite alla chirurgia all’interno della vescica. In base ai nuovi dati, si potrebbe dare il farmaco anche prima della chirurgia e scatenare in anticipo la risposta immunitaria. Un’altra domanda che ci porremo nei prossimi studi è se questo stesso procedimento possa essere usato per i pazienti con cancro alla vescica muscolo-infiltrante, quindi più aggressivo, fungendo da promotore per la chemioterapia».

Una medicina di precisione

«Le informazioni scaturite da questo studio aprono sempre di più la strada a una medicina di precisione, che tiene conto della risposta di ogni singolo paziente per indirizzare il percorso terapeutico più adatto. Siamo orgogliosi di questo risultato che nasce dalla stretta collaborazione tra ricercatori e clinici di Humanitas – conclude il dottor Massimo Lazzeri, urologo di Humanitas -. Unendo le competenze possiamo efficacemente migliorare il percorso di cura dei pazienti».

 

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