Prevenzione dopo intervento di bypass: meno rischi di nuovi episodi

Prevenzione dopo intervento di bypass: meno rischi di nuovi episodi

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Sanitadomani.com – MONZA: La prevenzione personalizzata dopo un intervento di bypass riduce il rischio di successivi problemi coronarici. Il Centro Cardiologico Monzino dà una buona notizia ai suoi pazienti, a patto che facciano la loro parte.

La prevenzione è basilare, ancor di più per coloro che hanno già avuto un evento coronarico. Purtroppo, i dati illustrano come il rischio di altri problemi cardiovascolari sia alto. Seguire un programma personalizzato sulle esigenze del paziente, dopo l’intervento di bypass, riduce però questo rischio in modo sostanziale: addirittura del 41 per cento.

Lo studio sulla prevenzione dopo intervento di bypass

La posizione del Monzino nasce da uno studio condotto su 1248 soggetti in cura al centro, che erano stati trattati con bypass aorto-coronarico. La metà di questi ha seguito, oltre alle consuete visite di controllo, uno specifico programma di prevenzione secondaria. La rivista European Journal of Preventive Cardiology ha da poco pubblicato i risultati.

Ne è emerso che aver avuto un evento coronarico rappresenta il primo elemento di rischio per essere vittima di un secondo episodio.

“Per questo motivo è importante che i pazienti siano consapevoli che la cura non finisce con la procedura di rivascolarizzazione- spiega Pablo Werba, Responsabile Prevenzione Aterosclerosi del Monzino e primo autore del lavoro -. Al contrario, i programmi di prevenzione, definita “secondaria”, devono essere particolarmente intensi; devono puntare a correggere a lungo termine ognuno dei diversi fattori di rischio modificabili e a facilitare l’aderenza alle terapie”.

“Abbiamo dimostrato – prosegue Werba – cosa accade partecipando sistematicamente e attivamente a un programma personalizzato di prevenzione secondaria; l’incidenza delle recidive coronariche nei 5 anni successivi all’intervento chirurgico di bypass si riduce del 41%”.

Il programma di controllo Rischio Cardiovascolare

Il Monzino diviene così pioniere della prevenzione secondaria, con una Unità dedicata. Il modello prevede il controllo dei fattori di rischio individuali: i livelli troppo alti di colesterolo “cattivo” LDL, diabete, sovrappeso, ipertensione e fumo di sigaretta; esami diagnostici regolari come il controllo dei lipidi, della pressione e della glicemia; terapia farmacologica specifica a seconda dei casi; educazione sanitaria e intervento motivazionale affinché il paziente sappia prendersi cura della propria salute.

Il Programma di Controllo del Rischio Cardiovascolare Globale ha coinvolto oltre 4500 pazienti. E’ anche occasione di ricerca su nuovi fattori di rischio e meccanismi coinvolti nella malattia aterosclerotica, oltre a promuovere cambiamenti di  stile di vita e farmaci con effetti “deceleranti” della malattia cardiovascolare.

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