Obesi, perché no al bendaggio gastrico?

Obesi, perché no al bendaggio gastrico?

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Sanitadomani.com – ROMA. Per risolvere l’obesità oggi si parla soprattutto di due interventi chirurgici: riduzione dello stomaco (tecnicamente sleeve gastrectomy) o by pass gastrico.

Le due operazioni, che possono essere effettuate con la chirurgia bariatrica robotica, sono differenti, non si rivolgono alla stessa tipologia di pazienti ma hanno lo stesso impatto risolutivo.

Eppure c’è ancora qualcuno che chiede informazioni sul bendaggio gastrico, che la comunità scientifica internazionale concorda nel ritenere un’operazione superata.

L’euforia relativa al bendaggio gastrico è terminata nel 2005 ed è prevalsa l’opzione della sleeve gastrectomy”, commenta Ralf Senner, pioniere e luminare della chirurgia bariatrica robotica.

In pratica il bendaggio gastrico prevede l’utilizzo di un anello gonfiabile in silicone che viene posizionato in modo da circondare la parte alta dello stomaco.

L’anello è collegato alla parete addominale mediante un tubicino e con un serbatoio e questo permette di gonfiare o sgonfiare il bendaggio iniettando della soluzione fisiologica.

Ma questo intervento che punta sulla meccanica è stato ben presto superato per risultati da quelli che abbiamo citato sopra, sleeve gastrectomy e bypass gastrico, al punto che nella maggioranza dei Paesi europei non viene più praticato.

Il Prof Senner dice di no
al bendaggio gastrico

Perché? “ Non esiste una letteratura scientifica sul bendaggio gastrico che confermi che è una procedura bariatrica – spiega Ralf Senner -, ma una sperimentazione sufficiente per averne individuato tutti i limiti. Primo tra tutti, non risolve la sensazione di fame.

A differenza delle pratiche citate prima, infatti, il bendaggio gastrico non agisce sul centro dell’appetito, ovvero sul livello dell’ormone della fame che si chiama Ghrelina”.

In pratica quindi, se il paziente obeso che si sottopone ad interventi di chirurgia bariatrica robotica come riduzione dello stomaco o bypass gastrico, oltre a vedere pressoché azzerato il rischio di complicanze, avverte da subito un cambiamento nel senso della fame che innesca un circolo virtuoso per modificare radicalmente abitudini alimentari e stile di vita.

Non a caso invece il bendaggio gastrico ha un elevato tasso di recidive.

( Fonte: le informazioni ci sono state fornite dal cecroitalia.com del Prof. Ralf Senner )

 

 

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