Nicola, con la Sma, studia Scienze Motorie per diventare coach

Nicola, con la Sma, studia Scienze Motorie per diventare coach

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Sanitadomani.com – NAPOLI: Seguire i propri sogni è qualcosa che tutti dovrebbero fare. Eppure troppo spesso si permette alla quotidianità e agli ostacoli che si incontrano nella vita di spingerci lontano da ciò che veramente ci interessa e ci coinvolge. Forse proprio questo è il unto: sapere cosa si vuole ottenere, e restare centrati sull’obiettivo.

Sa sicuramente cosa vuole Nicola Crisci, ventenne di Agropoli in provincia di Napoli, iscritto al primo anno della Facoltà di Scienze Motorie dell’università online E-campus. Perché il suo interesse è lo sport, la sua passione il basket e il suo sogno diventare arbitro o, perché no, coach di una squadra.

Un desiderio che sicuramente condivide con tanti altri coetanei, certamente. Ma la particolarità di Nicola è che non incarna la tipologia classica dello sportivo. Nicola ha la Sma di tipo 1, detta anche malattia di Werdnig Hoffmann, la forma più grave di atrofia muscolare spinale.

E’ una patologia neuromuscolare degenerativa, caratterizzata da una progressiva degenerazione dei motoneuroni. In parole più semplici, un indebolimento generale dei muscoli che causa difficoltà di movimento su tutti gli arti. Una condizione che a molti può sembrare lontana dal mondo sportivo. In realtà Nicola è un grande appassionato, e anche esperto, di diversi sport. Ed è interessato all’aspetto scientifico, al coinvolgimento del corpo umano nell’attività fisica professionale.

L’utilizzo del puntatore oculare

Nella forma più grave, la Sma di tipo 1 può comportare anche difficoltà nella respirazione e nel linguaggio.

In effetti, Nicola è aiutato un respiratore, usa una carrozzina elettrica e non comunica verbalmente. Lo fa tramite un puntatore oculare. Si tratta di un programma per computer, che fa apparire sullo schermo lettere, parole o frasi; uno speciale sensore è in grado di rilevare lo sguardo della persona su una parola o lettera, e portarla sul file. In poche parole, un modo per scrivere utilizzando lo sguardo.

Nicola con la squadra di basket Agropoli

Ed è quello che usa Nicola ogni giorno, per parlare, ma anche per studiare. Lo ha già fatto negli anni delle superiori, con ottimo rendimento.

“Nicola è uno studioso, deve approfondire ogni aspetto di qualsiasi cosa lo incuriosisca – racconta la mamma Giusy Rizzo -. Alle superiori ha frequentato il liceo linguistico, dove si è diplomato dopo un percorso fantastico. Anche nel gruppo classe si è trovato bene, grazie alla presenza di alcune amiche con cui ha stretto un rapporto profondo. Per l’università, poi, ha fatto una scelta importante, in base ai suoi interessi e pensando al futuro”.

L’avventura quindi è iniziata quest’anno, con un grande slancio. Nicola ha preparato in 2 mesi l’esame di Anatomia Umana, accompagnato dall’assistente alla comunicazione Carmine Marrone, e all’esame ha preso 30. Ha proseguito con l’esame di Biologia, per cui si è dato 3 mesi di tempo.

Gli sblocchi professionali

Ogni ragazzo iscritto all’Università pensa con un misto di curiosità e timore a “cosa fare dopo”. Nicola ha già dei progetti, e sa cosa vuole. “Il suo desiderio più grande è quello di poter seguire una squadra – spiega la mamma -. Naturalmente, la prima scelta sarebbe il basket; ma qualsiasi sport è di suo interesse. Se no, gli piacerebbe anche diventare arbitro”.

Un ruolo che richiede preparazione e determinazione. Ma non sono sfide che spaventano Nicola.

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