La sindrome di Hikikomori colpisce i nostri giovani

La sindrome di Hikikomori colpisce i nostri giovani

Sanitadomani.com – ” E’ nella sua stanza che studia…”.”E’ bravissimo col Pc, sta lì per ore…”. “Non ama andare in giro e resta nella sua camera. Io così sono più tranquilla…”: genitori fate molta attenzione!

SANITADOMANI.COMSINDROME DI HIKIKOMORI. Hanno tra i 14 e i 30 anni e decidono di ritirarsi dalla vita sociale per lunghi periodi (da alcuni mesi fino a diversi anni), rinchiudendosi nella propria camera da letto, senza aver nessun tipo di contatto diretto con il mondo esterno a cui sono collegati solo tramite il pc.
Sono gli Hikikomori, un termine giapponese (il fenomeno nasce proprio nel paese del Sol Levante) che significa letteralmente “stare in disparte”.
Al momento in Giappone ci sono di oltre 500.000 casi accertati, ma secondo le associazioni che se ne occupano, il numero potrebbe arrivare addirittura a un milione (l’1% dell’intera popolazione nipponica). 

100MILA CASI
GIA’ IN ITALIA
Purtroppo anche in Italia l’attenzione nei confronti del fenomeno sta aumentando.
L’hikikomori, infatti, sembra non essere una sindrome culturale esclusivamente giapponese, come si riteneva all’inizio, ma un disagio sociale che riguarda tutti i paesi economicamente sviluppati del mondo.
Al punto che è stata anche fondata
l’associazione “Hikikomori Italia” presieduta da Marco Crepaldi, che stima nel nostro paese la presenza di almeno 100 mila casi.

ALLARME A TORINO:
SUICIDA A 19ANNI
Le cause di questo inquietante fenomeno dai risvolti anche tragici (è di questi giorni la vicenda di un 19enne di Torino Mirafiori che si è lanciato dal 5° piano perchè la madre esasperata gli aveva sottratto la tastiera del pc) possono essere caratteriali: gli hikikomori sono ragazzi spesso intelligenti, ma anche particolarmente introversi e sensibili. 
Questo temperamento contribuisce alla loro difficoltà nell’instaurare relazioni soddisfacenti e durature, così come nell’affrontare con efficacia le inevitabili difficoltà e delusioni che la vita riserva.
Cause familiari: l’assenza emotiva del padre e l’eccessivo attaccamento con la madre.
I genitori faticano a relazionarsi con il figlio, il quale spesso rifiuta qualsiasi tipo di aiuto; oppure scolastiche: l’ambiente scuola viene vissuto in modo particolarmente negativo e molte volte dietro l’isolamento si nasconde una storia di bullismo; e infine sociali:
gli hikikomori hanno una visione molto negativa della società e soffrono particolarmente le pressioni di realizzazione sociale molto forti in Giappone dalle quali cercano in tutti i modi di fuggire.

COMUNICANO SOLO
TRAMITE INTERNET
Anche la dipendenza da internet viene spesso indicata come una delle principali responsabili dell’esplosione del fenomeno, ma non è così: essa rappresenta una conseguenza dell’isolamento, non una causa. Particolare attenzione va mostrata, secondo il presidente di Hikikomori Italia, Marco Crepaldi, a segnali come il rifiuto saltuario di andare a scuola utilizzando scuse di qualsiasi genere, il progressivo abbandono di tutte le attività “parallele” che richiedono un contatto diretto con il mondo esterno (per esempio, le attività sportive), una graduale inversione del ritmo sonno-veglia e la preferenza per attività solitarie soprattutto legate alle nuove tecnologie, come, per esempio, i videogame o il consumo sregolato di serie TV sui portali di streaming.

 

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