Favo: “Lombardia più inclusiva verso il no profit”

Favo: “Lombardia più inclusiva verso il no profit”

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sanitadomani.com – MILANO: Nella richiesta di un inquadramento giuridico delle Associazioni dei pazienti ci sono aggiornamenti, dopo un nuovo confronto tra Regione Lombardia e FAVO (Federazione italiana delle Associazioni di Volontariato in Oncologia). Lo scorso 18 novembre, il Presidente nazionale professor Francesco De Lorenzo e le coordinatrici regionali Adele Patrini e Barbara Tamagni sono stati nuovamente ricevuti dal Presidente della III Commissione Sanità e politiche sociali del Consiglio regionale della Lombardia Emanuele Monti.

Il coinvolgimento delle associazioni

Durante l’incontro è stato presentato ufficialmente il coordinamento lombardo della Federazione e sono state gettate le basi per una stabile collaborazione con la Regione; obiettivo è a dare attuazione al principio del coinvolgimento delle associazioni dei pazienti e delle loro rappresentanze nelle politiche sanitarie.

La sanità lombarda si avvia infatti ad essere sempre più inclusiva del mondo del no profit, grazie anche all’istituzione di un forum permanente di confronto con le organizzazioni di pazienti e alla formale attribuzione a queste ultime di un ruolo attivo nella definizione dei PDTA (Percorsi Diagnostico Terapeutici Assistenziali). Il coordinamento di FAVO Lombardia, recentemente rinnovato al suo interno e ora costituito dai responsabili di sette associazioni attive sul territorio regionale, potrà così rappresentare le istanze dei pazienti oncologici con un’unica autorevole voce nel contesto della sanità riformata.

Favo chiede di rilanciare la Rete Oncologica

Il Presidente Monti ha confermato l’impegno per rilanciare la Rete Oncologica, valorizzando l’esperienza del passato, adeguando al contempo modelli e normative alle nuove esigenze, anche di innovazione tecnologica e di processo. Il ruolo delle associazioni quali componenti essenziali della rete potrà pertanto essere formalizzato e promosso secondo quanto espressamente previsto dalla regolazione nazionale di settore. La delegazione di Favo Lombardia ha inoltre rappresentato la necessità di dare nuovo impulso al network dei tumori rari, che in Regione può contare sulla presenza di centri di eccellenza, dando seguito al grande contributo della Lombardia nell’ambito delle attività della Conferenza Stato-Regioni per l’attivazione di una Rete nazionale dei tumori rari.

La Regione è quindi impegnata su più fronti. La lotta contro il cancro, anche alla luce dell’esperienza del Covid-19, deve rappresentare una priorità della sanità regionale;  e deve essere condotta secondo una strategia condivisa con i pazienti.

Il ruolo, sempre più centrale, delle associazioni nei sistemi sanitari costituisce l’esito di un rilevante cambiamento culturale; per tale ragione FAVO Lombardia intende promuovere un incontro-dibattito pubblico con la partecipazione dei rappresentanti del Consiglio regionale e della Giunta. Sarà occasione per presentare le nuove opportunità di collaborazione con le amministrazioni responsabili della sanità. Ma anche le nuove sfide che il no profit dovrà affrontare.

I protagonisti

Fanno parte del Coordinamento Favo Lombardia: Adele Patrini, Associazione C.A.O.S. Varese OdV – Centro Ascolto Operate al Seno; Barbara Tamagni, AIG – Associazione Italiana GIST Onlus; Davide Petruzzelli, Associazione La Lampada di Aladino Onlus; Piero Rivizzigno, Associazione Codice Viola; Flora Bodei, AILAR – Associazione Italiana Laringectomizzati; Luminita Andreescu, ANVOLT – Associazione Nazionale Volontari Lotta contro i Tumori; Patrizia Vitali, Fondazione Renata Quattropani Onlus

 

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