Affrontare un tumore: l’importanza della Psico – oncologia

Affrontare un tumore: l’importanza della Psico – oncologia

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sanitadomani.com – ROMA: Al momento di una diagnosi di cancro, l’attenzione va sugli aspetti medici e di trattamento, ma per affrontare un tumore è fondamentale curare anche l’aspetto psicologico. La malattia infatti investe la quotidianità del malato oncologico, soprattutto oggi che la sopravvivenza è aumentata. Per questo la sanità è chiamata a occuparsi a tutto tondo delle necessità del paziente.

Per analizzare i tanti temi coinvolti, la Federazione italiana delle associazioni di Volontariato e Oncologia ha istituito dal 2006 la Giornata nazionale del malato oncologico. Celebrata la terza domenica di maggio, l’edizione 2021 si svolge dal 13 al 16 maggio. Nella particolarità del momento storico, i lavori avranno luogo a distanza; gli eventi pubblici saranno trasmessi su Facebook o tramite zoom (informazioni sul sito Favo)

Il disagio psichico nell’affrontare un tumore

Almeno 1 milioni di malati richiedono interventi di psico-oncologia. E’ un numero che emerge dallo studio dei dati della Aiom, associazione italiana Oncologia medica (anno 2019). Gli italiani che convivono con una diagnosi di tumore sono circa 3 milioni e mezzo, ovvero 1 su 19; significa il 5,30 per cento dell’intera popolazione.

Grazie ai progressi delle cure, la sopravvivenza di chi si trova ad affrontare un tumore cresce continuamente; circa il 60 per cento dei malati supera i 5 anni di vita. Questo significa che la patologia diventa una compagna quotidiana, principalmente a livello mentale.

I dati della Aiom indicano che tra il 20 e il 30 per cento dei pazienti soffre di ansia o depressione. La percentuale aumenta, assestandosi fra il 50 e il 70 per cento, per coloro che provano uno stato di distress emozionale.

Purtroppo gli obiettivi dei Piani oncologici nazionali non sono ancora compiuti. E non sempre il paziente oncologico trova la risposta migliore alle sue necessità.

Cos’è la Psico-oncologia

La Psico-oncologia nata come settore della Psicologia clinica pensando specificatamente al supporto della persona che affronta un tumore. La reazione alla diagnosi è da paragonare alla risposta a uno shock legato a una minaccia esistenziale, che il cancro comporta quanto meno a livello simbolico. L’obiettivo è assistere tanto i pazienti quanto le loro famiglie.

La Società italiana di Psico Oncologia (Sipo) dal 1985 promuove la diffusione e la formazione di questa figura, che nasce dall’incontro di diversi professionisti: psicologi, oncologi, psichiatri e altri operatori sanitari.

Da anni la Sipo propone che tale professionista abbia una specifica formazione, di tipo sia teorico che pratico. Al momento però l’offerta formativa è limitata ad alcuni master attivi presso delle Università italiane.

Psico-oncologia: obiettivi e principi

Nella conferenza permanente fra stato e Regioni del 2019, ampio spazio è stato dato alla necessità di questa disciplina , all’interno delle linee guida raccomandazioni per la Rete oncologica. Nel documento vengono indicati, fra i vari obiettivi: salvaguardare l’accesso a percorsi di supporto; favorire programmi di riabilitazione fisica e psichica. La riabilitazione oncologica quindi si deve integrare con la attività di Psico-oncologia.

Oggi non sempre tutto ciò è ancora garantito; soprattutto, manca omogeneità a livello nazionale. Uno degli obiettivi di Sipo è garantire un monitoraggio del livello di funzionamento delle Rete oncolgiche nazionali; soprattutto relativamente alla presenza ed efficacia della figura dello psico-oncologo.

 

Fonti

Dati e informazioni recuperati da articoli inseriti nel 12esimo rapporti sulla condizione assistenziale dei malati oncologici. Articoli a cura di:

L. Bellani, dipartimento di Medicina e chirurgia Università dell’Insubria – Varese / Sipo;

A. Costantini, Università di Psico – oncologia Ospedale Sant’Anna – Roma / Sipo;

S. Serpentini, Breast Unit interaziendale Istituto Oncologico Veneto, Padova / Sipo.

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