Yoga a raggi liberi; Patrizia Saccà illustra il suo metodo

Yoga a raggi liberi; Patrizia Saccà illustra il suo metodo

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Sanitadomani.com TORINO: Atleta paralimpica, portabandiera ai Giochi di Torino 2006, e anche prima insegnante di yoga in sedia a rotelle in Italia. Quasi sicuramente prima anche in  Europa, e fra i pochissimi in tutto il mondo.

Questi in pochissime parole sono i risultati raggiunti da Patrizia Saccà, torinese, che da sempre ha lo sport e l’attività fisica nel cuore. Oltre ad aver gareggiato per la nazionale italiana nel tennis tavolo, ha sempre praticato lo yoga. Una disciplina cui deve tanto, come lei stessa dice, in termini di salute psicofisica.

Da allieva a insegnante di yoga

Allo yoga Patrizia si è avvicinata fin da ragazza, dopo l’incidente casalingo nel quale ha perso la mobilità agli arti inferiori; e ora ne ha fatto una sorta di missione. Nel 2017 ha iniziato il percorso per divenire istruttore presso lo CSEN Piemonte. Ha così ottenuto ufficialmente l’attestato di insegnante di yoga, con una tesi sperimentale sull’asana (le figure dello yoga) del saluto al sole. Una versione da seduti, inventata da lei stessa.

Questo lavoro è poi diventato un libro dal titolo “Yoga a raggi liberi”. E ora un vero e proprio metodo, che oggi Patrizia può passare ad altri insegnanti. Capita proprio in questi giorni, 22 e 23 gennaio, con un corso di approfondimento del metodo yoga a raggi liberi.

Il corso si tiene nella sede dello Csen Piemonte, e gli allievi – in realtà già insegnanti a loro volta – si collegheranno da remoto; come una specializzazione per chi è già un professionista.

“E’ per me una vera emozione e soddisfazione – racconta Patrizia Saccà – perché significa poter diffondere sempre di più la cultura dell’inclusione e dell’accessibilità, in questo caso nella pratica dello yoga. Per me è stato difficile trovare qualcuno che mi accogliesse alle sue lezioni quando ero ragazza; o che sapesse come adattare le asana al mio tipo di mobilità. Per questo ho deciso di occuparmene in prima persona”.

Ovviamente c’è chi le ha dato sostegno, e ora i ruoli si ribaltano. “Nel 2017 Aurora Losapio mi ha guidato mentre facevo il percorso per divenire istruttore e preparavo la tesi. Oggi, è uno degli insegnanti che seguirà il mio corso. Per me è davvero una grande soddisfazione essere arrivata a questo punto”.

E non è nemmeno la prima volta che Patrizia sale in cattedra. “L’associazione Sportabili Piemonte ha organizzato questo corso a 10 insegnanti lo scorso anno. Oggi, a turno, due insegnanti fanno lezione di yoga settimanalmente a 10 persone con disabilità”

Ora invece si è deciso di trasformare questa iniziativa in qualcosa di più stabile, cercando di portalo in tutta Italia. Quanto meno, questa è l’idea della sezione Csen Piemonte; il corso di questo weekend è infatti solo il primo passo. La registrazione delle lezioni saranno trasmesse – sempre sotto la supervisione di Patrizia– nel corso che si terrà a marzo, in presenza. In quel caso, lo seguiranno coloro che devono prendere l’attestato di insegnante.

Come affrontare le patologie

 

Il corso sarà tenuto in prima persona da Patrizia, che comincerà con una panoramica sulle doversi patologie che hanno i suoi allievi, in modo da spiegare agli insegnanti come potersi rapportate. “Ho suddiviso le informazione in tre grandi categorie: patologie neurologiche, malattie dalla nascita, patologie ortopediche e amputazioni. E’ normale – continua l’atleta – che ogni insegnante di yoga conosca a grandi linee l’anatomia umana e alcune patologie; ci sono anche condizioni per le quali lo yoga non è consigliato. Ma un approfondimento davvero specifico sul rapporto con patologie gravi praticamente non esiste al momento”.

 

Le testimonianze degli allievi di yoga a raggi liberi

Ma Patrizia non sarà sola “sul palco”, per quanto questo sia virtuale. Ci sarà Mario Picco, presidente dello Csen Torino, anche lui allievo di Patrizia; e non l’unico.

Dei tanti allievi, una dozzina parteciperà all’incontro per raccontare la propria esperienza. Sono persone che hanno patolpogie neurologiche, come la sla, o malattie genetiche dalla nascita; c’è chi ha una diagnosi di spina bifida o focomelia; qualcuno ha subito amputazioni o paralisi. 

“Sarà utilissimo per gli insegnanti, perché avranno una testimonianza diretta su quali benefici questo tipo di yoga abbia portato alle persone. Persone diverse con esigenze diverse, ma tutte accomunate grazie a questa disciplina”.

Ecco le persone che parlaeranno della loro esperienza:

Allegra Magenta (testimonial YRL dal 2018)
Veronica Merlano
Eleonora Palazzolo
Guido Giovine
Simona Merla
Maurizia Picollo
Giulia Pavanello
Silvia Cerizza
Giorgia Righi
Angela Coccia
Beatrice Tarantino
Riccardo Savino
Valentina Alessandria

 

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