Scompenso cardiaco, algoritmo del Monzino calcola i rischi

Scompenso cardiaco, algoritmo del Monzino calcola i rischi

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Sanitadomani.com – MILANO: Un algoritmo che individua il rischio di scompenso cardiaco, inserito nelle linee guide della  European Society of Cardiology. E’ il risultato del lavoro di una delle strutture di eccellenza italiane,  Il Centro Cardiologico Monzino, che ha ideato questo strumento capace di calcolare l’indice prognostico.

Mecki score, il punteggio legato allo scompenso cardiaco

L’algoritmo ha nome   “Mecki Score”, dove score significa “punteggio” e Meecki è acronimo per Metabolic Exercise Cardiac Kidney Index.

Il calcolo di questo parametro si basa sui valori del test cardiopolmonare, insieme ad altri parametri ecocardiografici e di laboratorio. Questi sono: emoglobina; sodio, funzionalità renale; frazione di eiezione ventricolare sinistro; picco di consumo dell’ossigeno; efficienza ventilatoria sotto sforzo.

Un totale di sei valori, che stabiliscono l’eventuale grado di  gravità del paziente, nel modo più obiettivo possibile, potendo così individuare i soggetti che più hanno bisogno di cura.

In sintesi, si tratta di un algoritmo, sofisticato nella realizzazione ma semplice come metodo d’’uso,  che sulla base dei parametri specifici del paziente, calcola il combinato rischio di morte per cause cardiovascolari, o la necessità urgente di trapianto di cuore o di impianto di assistenza ventricolare sinistra.

Il computo è semplicissimo, grazie alla disponibilità di un calcolatore online. E’ disponibile persino come app su iPad, scaricabile gratuitamente da iTunes.  

Come è nato

I ricercatori del Monzino sono arrivati alla creazione di questo strumento grazie alla collaborazione di 27 unità di scompenso cardiaco presenti sul territorio nazionale. E oggi, il MECKI score entra nella pratica clinica dei professionisti di cardiologia di tutta Europa, dopo l’introduzione ufficiale nelle linee guida della).

“MECKI score è uno dei maggiori contributi del Monzino alla cardiologia – dichiara Piergiuseppe Agostoni, Direttore del Dipartimento di Cardiologia Critica e Riabilitativa –. Io e il mio gruppo l’abbiamo concepito per rispondere al bisogno dei medici di famiglia e i cardiologi di poter contare su un metodo scientifico efficace per identificare la prognosi dei pazienti con scompenso cardiaco cronico”.

Lo studio che ha permesso di realizzare l’algoritmo ha raccolto i dati   di oltre 7500 pazienti, con un follow up medio di oltre 4 anni.

Un aiuto ai medici cardiologi

Il test è nato quindi per aiutare il cardiologo ad avere un quadro il più possibile obiettivo della situazione cinica del paziente. Assolutamente anonimo, è teoricamente accessibile a chiunque, ma è sconsigliato utilizzarlo da soli.

“Per non generare allarmismi – spiega Agostoni – consigliamo di eseguire il test online sempre insieme al proprio medico.  E’ difficile infatti che un paziente abbia a disposizione i valori richiesti, e soprattutto solo un medico è in grado di interpretare correttamente il risultato ed i relativi effetti sulle terapie”-

“Siamo molto felici – conclude Agostoni –  che un prodotto della ricerca italiana, che ha prodotto più di 20 pubblicazioni su riviste internazionali di alto livello scientifico, nato da un’ampia collaborazione fra ospedali abbia avuto un così importante riconoscimento come l’introduzione nelle linee guida dello scompenso cardiaco della società europea di cardiologia”.

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