L’ozonoterapia costa poco e fa bene, ma…

L’ozonoterapia costa poco e fa bene, ma…

NON RIENTRA NEI LEA DEL SERVIZIO SANITARIO NAZIONALE

L’ozono-terapia è stata spesso risolutiva anche nel cosiddetto long-covid; quando il paziente presenta sintomi molto simili alla sindrome da stanchezza cronica, e nella fibromialgia.

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SANITADOMANI.COM Adottato da alcuni ospedali italiani a partire dalla ‘prima ondata’ di Covid-19 nel 2020, si stima che ad oggi circa 1100 persone siano state curate con l’ossigeno-ozono terapia, insieme ai protocolli farmacologici standard. Il suo utilizzo si è dimostrato risolutivo soprattutto entro i primi giorni dall’insorgenza dei sintomi: è stato così che l’ozono è risalito agli onori della cronaca proprio in questi anni di pandemia.

Di questo utilizzo e di numerosi altri si è parlato nei giorni scorsi a Gorle (Bergamo) in un webinar organizzato dalla SIOOT (Società Scientifica italiana di Ossigeno-Ozono terapia). Tra i relatori i Proff. Marianno Franzini e Luigi Valdenassi, docenti universitari, e il Prof. Umberto Tirelli, specializzato in oncologia, ematologia e malattie infettive. L’ozono è una pratica medica che affonda le sue radici nel secolo XIX, quando venne usata per la prima volta come antibatterico e per la disinfezione delle acque.

QUALI SONO GLI USI DEL GAS IN AMBITO TERAPEUTICO?

L’ozono, irritante e tossico se inalato, rappresenta invece un prezioso alleato del paziente quando viene somministrato per via endovenosa, intramuscolare, sottocutanea, intra-articolare e mediante insufflazione rettale, secondo protocolli clinici realizzati ad hoc per le diverse patologie.

Ma perché una cura antica e in apparenza quasi alchemica può rappresentare una svolta rivoluzionaria ai nostri giorni?

L’attività antibatterica e antivirale nel sangue – ha spiegato Franzini – è stata accertata ufficialmente nel 1992: da allora sono stati compiuti passi da gigante nel suo impiego, con pubblicazioni scientifiche che ne attestano le proprietà immunomodulanti (di regolazione e potenziamento delle risposte immunitarie), antidolorifiche, antinfiammatorie, antitrombotiche e stimolanti il microcircolo vascolare. Controindicazioni? Nessuna, tranne che in presenza di condizioni cliniche particolari. I profili di efficacia e di sicurezza rendono l’ossigeno-ozono il trattamento ideale per affiancare e potenziare le terapie farmacologiche. L’uso spesso inappropriato degli antibiotici, a partire dal secolo scorso, ha favorito la selezione di ceppi resistenti non trattabili con le terapie convenzionali: si tratta della cosiddetta ‘antibiotico-resistenza’; se non s’interverrà tempestivamente con politiche sanitarie adeguate e con farmaci di nuova generazione, la resistenza microbica agli antibiotici rappresenterà la prima causa di morte nel 2050″.

UN RIMEDIO EFFICACE CONTRO IL LONG-COVID

Ma l’applicazione dell’ozono-terapia è stata spesso risolutiva anche nel cosiddetto long-covid  (l’insieme dei disturbi che persistono dopo la negativizzazione da SARS-CoV2), che presenta sintomi molto simili alla sindrome da stanchezza cronica, e nella fibromialgia.

Queste e altre applicazioni, come l’azione protettiva dallo stress ossidativo mediante una risposta adattiva dell’organismo, la risoluzione delle ernie discali senza ricorrere all’intervento chirurgico, ma anche l’utilizzo durante gli interventi odontostomatologici per prevenire le infezioni e favorire il buon esito delle procedure invasive, rendono incomprensibile perché essa stenti a decollare negli ospedali convenzionati con il Servizio Sanitario Nazionale.

ALTRO STRANO MISTERO
DELLA NOSTRA SANITA’
L'ozonoterapia costa poco e fa bene, ma...

Considerando anche solo i vantaggi per la cura del Covid-19, è difficile comprendere per quale ragione non venga utilizzata di routine nei pazienti alla prima comparsa dei sintomi. L’ossigeno-ozono costa poco, non ha effetti avversi e potenzia le terapie farmacologiche in atto: questa è la sintesi pressoché unanime della letteratura scientifica più aggiornata.

E non è bastata a sensibilizzare nemmeno la ormai nota guarigione del parlamentare Claudio Pedrazzini, che ha proposto alla XXII Commissione della Camera di inserire l’ossigeno-ozono nei LEA (Livelli Essenziali di Assistenza: prestazioni a carico del Servizio Sanitario Nazionale) e di diversi casi gravi e disperati che hanno avuto una svolta dopo la somministrazione di ossigeno-ozono, ai quali i giornali locali hanno dedicato ampio spazio, ma la cui eco è presto svanita nel nulla.

 

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