Cardiopatie, 1 bimbo su 100

Cardiopatie, 1 bimbo su 100

PATOLOGIA CONGENITA SPESSO IGNORATA

La diagnostica però per fortuna avanza a passi da gigante e da oggi è possibile effettuare un nuovo esame che non prevede l’utilizzo di raggi X, che potrebbero a lungo andare essere nocivi, ma che si avvale solo di una risonanza magnetica. Si tratta del “cateterismo diagnostico guidato dalla risonanza magnetica".

Sanitadomani.com – Roma. I piccoli pazienti affetti da cardiopatie costituiscono una percentuale non certo trascurabile: 1 ogni 100.
Circa l’80% delle cardiopatie congenite si scopre nel primo anno di vita e il 50% circa nel primo mese di vita.
Le cardiopatie congenite più semplici sono di regola del tutto asintomatiche.
I bambini appaiono perfettamente sani, e presentano una normale tolleranza allo sforzo fisico.
Molte di queste non richiedono alcun trattamento, e, in alcuni casi, “guariscono” letteralmente da sole.

SINTOMI SOLO
ANNI DOPO…

Ci sono infatti cardiopatie che non danno sintomi per mesi o per anni. 
Alcune invece devono essere diagnosticate, curate e operate immediatamente in epoca neonatale.
Per altre, dopo la diagnosi neonatale è utile attendere qualche settimana (o qualche mese) prima dell’intervento chirurgico in modo da ottenere i migliori risultati.
n ogni caso è bene che l’intervento chirurgico sia precoce, entro il quarto-sesto anno di vita, per permettere un pieno inserimento del bambino nella vita di tutti i giorni.
Mesi o anni caratterizzati da controlli continui e non sempre piacevoli soprattutto per un bambino.

LA BUONA NOTIZIA

La diagnostica però per fortuna avanza a passi da gigante e da oggi è possibile effettuare un nuovo esame che non prevede l’utilizzo di raggi X, che potrebbero a lungo andare essere nocivi, ma che si avvale solo di una risonanza magnetica.
Si tratta del “cateterismo diagnostico guidato dalla risonanza magnetica”.
Questa la nuova frontiera nella diagnosi delle più complesse anomalie cardiache nei bambini.
Il nuovo esame, estremamente preciso e che richiede una sola anestesia, è stato già eseguito presso l’Ospedale Pediatrico della Santa Sede, ovvero il  come Bambin Gesù, su due bambini di 5 e 7 anni e un ragazzo di 21 anni affetti, rispettivamente, da cardiopatia congenita complessa, miocardite recidivante, cuore univentricolare. 
Una nuova frontiera delle tecnologia che già tante altre strutture ospedaliere nazionali stanno adottando.

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